
Alessandro Fancini, per molti semplicemente "Fancio", nasce a Pigra, un piccolo paese sul lago di Como l'8 Settembre del 1985.
Fin da piccolo dimostra una gran passione per il calcio, che lo porta a provare l'avventura in FIGC con la Garibaldina, squadra dove conosce un piccolo Flaviano Vanzin.
L'esperienza rossoverde non è delle piu felici, il piccolo Fancio è spesso in panchina, col visino imbronciato che ne caratterizzerà la carriera, e questo lo spinge a cercarsi una nuova squadra.
Nel frattempo guardando in tv gli europei di Inghilterra, il Fancio si innamora di un calciatore ceco semi sconosciuto, tale Pavel Nedved, in seguito tenterà con insuccesso di riprenderne la capigliatura.
Finalmente si accasa all'OGP, dove l'incontro con il mister Fulvio Uliari, che gia lo aveva allenato alla Garibaldina, è ricco di soddisfazioni per entrambi.
Il giovane Fancio, grazie al suo fisico robustico, dimostra un senso della posizione ed una capacità in marcatura fuori dal comune, il ruolo di difensore centrale gli sembra cucito addosso.
Diventa in poco tempo uno dei pupilli di Uliari, che negli anni gli cambia il partner difensivo, da Mazzeo a Valagussa, passando per Cammareri e Biella, ma senza mai toglierlo dal suo scacchiere.
Il Beckembauer di Gradara si mette in mostra anche per i suoi calci di punizione al fulmicotone, che gli valgono parecchie soddisfazioni in zona gol.
Nel frattempo intraprende la carriera tennistica, dove per un litigio con una pallina si procura un grave infortunio.
Tra le varie battaglie personali sul campo spicca la forte rivalità col centravanti del Buccinasco,
detto "il pesce" che in una partita lo ubriaca letteralmente e
tra i vari dribbling riesce persino a infilare le gambe di Fancio
detto "il pesce" che in una partita lo ubriaca letteralmente e
tra i vari dribbling riesce persino a infilare le gambe di Fancio
con uno splendido tunnel e a bruciarlo più volte in velocità costringendolo a falciarlo in area procurando un rigore.
La doppietta del pesce rimarrà una delle pagine più buie della carriera di Fancini.
Nel 2005 gioca una delle sue migliori stagioni, raggiungendo la storica vittoria nel campionato Primaverile con i top junior di Uliari.
Nello stesso anno il portiere Silvio Ceri conia per lui il soprannome "La Talpa"per le sue non eccelse qualità visive.
Le sue travagliate avventure amorose, in cui spesso usa l'approccio "alla Dawson", lo portano spesso ad attraversare periodi di grande depressione.
Gioca un altro anno a buon livello prima di ritirarsi per cercare fortune lavorative.
Il progetto Open C/B di quest anno però, creato da molti suoi cari amici, lo spinge a rimettere le scarpette ed a tornare in campo, compatibilmente con i suoi orari di lavoro asfissianti.
L'inizio è promettente, gioca le amichevoli e la prima di campionato da capitano reggendo alla grande la difesa, ma in un tragico mercoledi di Master Cup si accascia improvvisamente al suolo per un grave infortunio; nessuno lo rivedrà più in campo.
Il suo classico incedere caracollante, la linguetta fuori al momento della concentrazione, i suoi lanci millimetrici...tutto questo rimane nel cuore dei tifosi che lo hanno amato..e che non perdono le speranze che quella maglia numero 4 venga prima o poi rispolverata.
Biografia a cura di Carlo Pellegrino e Roberto Russo
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